Natura Nature - Pro Loco CINGOLI

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Natura Nature

ARTE DEL PAESAGGIO
Cingoli vive su un colle isolato, in un clima asciutto accompagnato, d’estate, da una leggera e piacevole brezza che non fa rimpiangere la calura estiva.
L’altezza non rende merito all’immenso paesaggio godibile dalle sue terrazze medioevali. Da una vista a dir poco "aerea", si stende, sotto gli occhi del visitatore, tutto il territorio delle cinque province marchigiane, delimitate all’orizzonte, verso nord/est, da un’ampia fascia del mare Adriatico, sul quale emerge inconfondibile la sagoma del Monte Conero (Promontorio del Conero m. 572).
In primavera ed autunno, con l’aria tersa, lo sguardo si allunga (incredibile ma vero!) ai contrafforti della Maiella in Abruzzo, mentre al di là del mare Adriatico, che per l’occasione sembra un lungo e stretto lago, appaiono gli scuri profili dei monti più alti della Dalmazia che sovrastano la costa slava.
Girando le spalle al lontano mare, da Pian de’ Conti, il paesaggio muta, offrendo una lunga teoria di monti selvaggi: il monte Catria (m. 1701), di fronte il monte San Vicino (m. 1479) e, sulla sinistra, il gruppo dei monti Sibillini.
Il territorio comunale, in parte montuoso, si estende tra la valle del Musone e quella del Rio Laque.
L’altitudine dei rilievi oscilla tra 500 e 800 metri; questi costituiscono una fascia allungata in direzione NW-SE, comunemente indicata come Dorsale di Cingoli.
Il punto topograficamente più elevato è costituito dal rilievo di Pian de’ Conti (m. 792).
Per meglio capire l’evoluzione geologica dell’area in questione nel quadro più generale della regione marchigiana, basti pensare che circa 190 milioni di anni fa, forse tutta la regione, certamente però quella dove affiorano le imponenti pareti del calcare massiccio (gola del Furbo, del Sentino e della Rossa, Monti della Roccaccia, Monte Bove, ecc.), era occupata da mare basso che favoriva la deposizione di sedimenti organogeni calcarei e parzialmente dolomitici.
Alla fine dell’era terziaria, poco meno di 2 milioni di anni fa, si ebbe un progressivo ritiro e diminuzione di profondità del mare mentre proseguiva il delinearsi dell’Appennino.

Durante l’era Quaternaria, quindi nell’ultimo milione di anni, gli agenti meteorici esercitarono la loro azione modellando gradualmente i rilievi montuosi e collinari fino al loro aspetto attuale, anche se moti attenuati di sollevamento continuarono ancora per tutto il Quaternario, pur non paragonabile alle ere più antiche, come sta a testimoniare l’intensa attività sismica caratterizzata principalmente da terremoti, cosiddetti costieri. Questi hanno interessato la fascia litoranea fino ad una profondità di 15-20 km. in corrispondenza di quelle strutture tettoniche spesso marcate da faglie ancora attive.

Tratto da "Quattro passi alla scoperta di Cingoli"
di Pier Giuseppe Alfei e Francesca Gozzoli.

THE AMAZING LANDSCAPE
Cingoli lies on an isolated hill. The climate is dry and a nice light breeze, which is a great relief in particularly torrid summer days.  
The height does not give merit to the immense landscape that can be enjoyed from its medieval terraces. From an "aerial" point of view, the visitor has under the eyes all the territory of the five provinces of the Marche. These are bounded on the horizon towards the north/east by a wide strip of the Adriatic Sea, on which emerges unmistakable the outline of Monte Conero (Promontory of the Conero 572 m).
In spring and autumn, with the clear air, the view from the city walls incredibly extends to the Maiella massif in the Abruzzo region, while beyond the Adriatic Sea appear the dark profiles of the highest Dalmatian mountains.  
Turning your back on the far sea, from Pian de’ Conti, the landscape offers the view of the wild mounts: the Monte Catria (m. 1701) facing the Monte San Vicino (m. 1479) and, on the left, the group of the Sibillini mountains.   
The partly mountainous municipal territory extends between the valley of the river Musone and that of the river Rio Laque.
The altitude of the elevations ranges between 500 and 800 meters; these constitute an extended belt in the NW-SE direction, which is commonly referred to as the Dorsal of Cingoli.
The topographically highest point is the survey of Pian de’ Conti (m 792).
To better understand the geological evolution of this area and of the Marche region in general, just consider that about 190 million years ago, the area rich in massive limestone walls (gola del Furlo, del Sentino e della Rossa, Monti della Roccaccia, Monte Bove, ecc.) was occupied by a shallow sea, which favored the deposition of limestone and of partially dolomite organic sediments.
At the end of the tertiary period, a little less than 2 million years ago, a gradual withdrawal and a decrease in sea depth occurred while the Apennines developed.   

During the last million years (Quaternary era), meteoric agents gradually modeled  the mountainous and hilly elevations up to their current appearance. Even if attenuated, the movements of lifting continued throughout the Quaternary era, as evidenced by the intense coastal seismic activity. These quakes affected the coastal strip up to a depth of 15-20 km. in correspondence with those tectonic structures often marked by still active faults.

Tradotto da Maria Vittoria Panzavuota.


 
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